
Il 20 maggio sarà la giornata nazionale dell’agro biodiversità. In Toscana, la terra rappresenta un archivio vivente di storia e natura.
La celebrazione della biodiversità agricola ci offre l’occasione per ribadire come il patrimonio di razze e varietà locali sia il pilastro fondamentale della nostra sovranità alimentare e della resilienza climatica dei territori, un'eredità che Regione Toscana protegge con determinazione.
Promuovere l'agrobiodiversità significa valorizzare un modello agricolo che privilegia la specificità rispetto alla quantità industriale. Proteggere un seme locale o una razza autoctona non è un atto nostalgico, ma un investimento strategico: significa preservare identità culturali ed ecosistemi capaci di rispondere con maggiore flessibilità e robustezza alle sfide ambientali e climatiche del domani.
IL PROGRAMMA DELLE INIZATIVE:
"Il futuro della Maremma tra Storia e Sostenibilita" organizzato dalla Comunità del cibo e della biodiversità agricola e alimentare della Maremma - 20 maggio -
"I volti e i colori dei grani antichi: Montespertoli celebra l'agrobiodiveristà" organizzato dalla Comunità del cibo e della biodiversità dei grani antichi di Montespertoli e delle colline del Chianti - 21 maggio -
"Radici future: la Garfagnana celebra l'Agrobiodiversità tra memoria e giovani" organizzato dalla Comunità del cibo e dell’agrobiodiversità della Garfagnana - 20 maggio -
"Monte Amiata: sistemi di gestione e tutela del territorio" organizzato dalla Comunità del cibo e dell'agrobiodiversità del monte Amiata. -20 maggio -
Il Quadro Normativo
La tutela delle risorse genetiche è un impegno sancito da precise coordinate legislative. A livello nazionale, la Legge 1 dicembre 2015, n. 194 definisce i principi per la salvaguardia della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. In questo scenario, la Toscana si distingue come pioniera: con la Legge Regionale 64/2004, la nostra amministrazione ha strutturato un sistema di protezione organico, che oggi si articola in tre strumenti chiave:
• I Repertori Regionali: dove sono censite e protette oltre 800 risorse genetiche (vegetali e animali) a rischio di estinzione.
• La Banca Regionale del Germoplasma: un’infrastruttura scientifica dedicata alla conservazione ex situ dei semi, per garantirne la sopravvivenza futura.
• La Rete di Conservazione e Sicurezza: un network operativo coordinato da Terre Regionali Toscane che connette enti pubblici e privati.
Il Cuore della Rete: Coltivatori e Allevatori Custodi
Il successo di questo modello poggia sulla dedizione di due figure centrali: i Coltivatori Custodi e gli Allevatori Custodi. Ai sensi dell'Art. 9 della L.R. 64/2004, questi professionisti della terra operano direttamente sul campo, garantendo il mantenimento in purezza delle varietà e delle razze locali nei loro areali di origine.
Mentre il coltivatore si dedica alla riproduzione e conservazione del materiale genetico vegetale (come il fagiolo Zolfino o il pomodoro Canestrino), l'allevatore custode svolge un ruolo cruciale nella salvaguardia delle razze animali autoctone (come la vacca Maremmana, la Cinta Senese o la pecora Garfagnina). Il loro presidio costante impedisce l'erosione genetica e contrasta l'omologazione dei mercati, permettendo a queste risorse di restare elementi vivi e produttivi del nostro sistema economico.